Contributo di Michele Fioroni su Annuario Economico Umbro 2012-2013

Contributo di Michele Fioroni su Annuario Economico Umbro 2012-2013

Parlare di crescita in una regione in cui l’occupazione legata al pubblico concentra, sia direttamente che indirettamente, quasi i due terzi della popolazione attiva risulta sempre più difficile.
La prevalenza di una cultura legata al pubblico impiego o comunque di una mentalità parastatale non ha favorito la diffusione di un modello di governance che stimolasse l’innovazione, la crescita e il cambiamento.
In tale contesto culturale lo stesso sistema industriale si dimostra spesso incapace di affrontare le sfide del nuovo, siano queste legate a nuovi processi, mercati, e modelli organizzativi, piuttosto che a nuovi prodotti, chiudendosi in se stesso e limitando il know-how al passato, non attingendo a nuove fonti di conoscenza, salvo ovviamente sempre più rare eccezioni.
Allo stesso tempo, un’ampia ingerenza del soggetto pubblico, legittimata da un consenso che è prima quello del dipendente, non già dell’elettore, si è tradotto in un sistema burocratico che ha imposto, anche alle aziende più dinamiche, numerosi legacci al proprio agire, limitandone la capacità di competere con la velocità che i moderni mercati richiedono e rendendo sempre meno appetibile la nostra regione ad investitori esterni.
Occorre quindi ripensare il modello di governance dell’Umbria, stimolandeno uno nuovo, che privilegi il fare al regolamentare, il merito al consenso, il sapere all’appartenenza, favorendo un sistema nuovo di idee in grado di generare nuovo vigore imprenditoriale evitando che, del francescanesimo, questa regione non faccia propria solo la regola della povertà.