Ha ragione Monti, la ripresa parte dalle donne

Ha ragione Monti, la ripresa parte dalle donne

Michele FioroniIl Presidente Monti ha sollevato nel corso della conferenza di fine anno un tema a noi molto caro e su cui ci siamo spesso espressi pubblicamente, quello del rapporto tra società, economia e donne. L’accenno fatto dal professore, ultimo non per ordine d’importanza, si sofferma principalmente sulle implicazioni di natura macroeconomica legate all’occupazione femminile e su come, le pari opportunità, se adeguatamente adottate, possano influenzare il Pil di un punto percentuale. Tale ragionamento, nell’agenda di Monti, è limitato alle tematiche di politica economica, soffermandosi semmai sul valore sociale di una condizione femminile che determini una maggiore facilità nel poter mettere su famiglia. Apprezzabile la citazione di Alcide De Gasperi che, in una celebre frase, affermò:” L’uomo politico guarda alle prossime elezioni, l’uomo di stato guarda alle prossime generazioni.” L’obiettivo di questo nostro post è quello di andare oltre le implicazioni economiche legate al dualismo donna e lavoro, per affrontare di come, il concetto di felicità collettiva sia sempre più legata a quello che Fabris definiva, processo di femminilizzazione della società.

Gia due anni fa, il Boston Consulting Group, aveva presentato alla politica un’agenda economica indicando, la necessità di aumentare l’occupazione femminilie, tra i tre principali punti per favorire la ripresa. Occorre inoltre evidenziare come il numero medio di figli per nucleo familiare è direttamente proporzionale al tasso di occupazione femminile, determinando quindi, soprattutto nel grocery, incrementi di spesa alimentare. La propensione a fare figli è ovviamente minata dalla mancanza di occupazione della madre oltre che ad un indice di fiducia generale in continuo calo.

Andiamo per ordine; è pedissequo evidenziare come, a parità di retribuzione media, il double income rappresenti di fatto uno straordinario motore dell’economia, soprattutto laddove siano presenti i figli. Sono di fatto più disposte a sperimentare soluzioni nuove, più disconnesse ai racconti della pubblicità e disposte a provare tutto ciò che avvia una value proposition adeguata. Le donne sono di fatto le principali influenzatrici degli acquisti, più attente degli umoni nelle finanze e a ricercare l’acquisto di prodotti in promozione, private lapel e prodotti con un’adeguato rapporto prezzo-valore.

Appare evidente come, in presenza di un basso tasso tasso di occupazione e in uno scenario di recessione, venga così a mancare un motore fondamentale allo sviluppo. Favorire l’occupazione femminile risulta così essere un obiettivo fondamentale per qualsiasi governo che voglia avere un’agenda seria di politica economica, portando sul tavolo della politica tematiche come l’accesso al mercato del lavoro per le donne, retribuzioni adeguate, modelli efficaci di organizzazione del lavoro, flessibilità e servizi di supporto alle donne lavoratrici, cercando così di ridurre questo gravoso gap vede oggi l’Italia al 101esimo posto per contributo femminile al mondo del lavoro (Fonte Ocse). Ma le donne non sono solo un traino per l’economia ma, come affermato dal Enrico finzi, sono il traino della felicità. La donna è infatti portatrice naturale di valori di cui la società, soprattuto in momenti di incertezza e “bruttezza” sociale come quelli che stiamo vivendo, ha sempre più bisogno, quali la sensibilità, la bellezza, la leggerezza e la compassione. Il modello tutto al maschile, basato sulla razionalità, ha decisamente fallito, i valori dell’efficacia e della funzionalità hanno condotto alla condizione attuale, ed è proprio in questa fase che, predicando il rigore, è opportuno riempirlo di sentimenti, più vicini al mondo femminile. Seppur più esposte alle folate emotive, sono tecnologicamente più aperte degli uomini, rappresentando di fatto un’ulteriore motore di sviluppo, in quanto terreno fertile per recepire il seme dell’innovazione tecnologica, sfatando lo stereotipo che il lato emozionale della donna, non possa di fatto sposarsi con l’efficacia tipica dell’Hig Tech.

Lo stesso presidente Monti, durante la citata conferenza, si è finalmente connesso emozionalmente con gli Italiani, assumendo un’identità più femminile, assumendo un’autorevolezza che forse nessuno politico Italiano ha mai avuto negli ultimi 20 anni. L’Italia ha bisogno che finalmente le donne diventino centrali nell’agenda politica e nella politica economica, andando oltre il retorico concetto di quote rosa, ma facendo, semmai, prendere quota al rosa.