Il consumo al tempo della crisi

Il consumo al tempo della crisi

La straordinaria portata del ciclo recessivo ha determinato dei cambiamenti strutturali nelle modalità di acquisto e di consumo. Su scala globale molti consumatori dichiarano infatti voler mantenere uno stile di consumo più frugale e più parsimonioso nel dopo crisi, scegliendo, come per penitenza, di frenare la spesa per tutto ciò che è discrezionale. In questo scenario il fenomeno del low cost ha saputo fornire risposte efficaci, consentendo, soprattutto in Italia, una modernizzazione forzata dei modelli d’acquisto attraverso il superamento dello stigma del prezzo basso come socialmente poco qualificante. Oggi, di fatto, prezzo basso non è sinonimo di qualità, e assume anzi spesso il significato di efficienza e di modello di business ben congegnato. Uno studio condotto da Nielsen su scala globale ha evidenziato come un consumatore su 6 continuerà a comprare prodotti alimentari più convenienti e spendere meno per vestiti nuovi. Il low cost, come le proposte a marca della distribuzione, sono oggi considerati come prodotti di qualità, nonchè antidoto alla crisi e forma di consumo etica ed intelligente, rappresentando di fatto una cassaforte di emozioni per il consumatore, che esce gratificato dalla sua capacità di ottimizzare il budget e da quella nuova di saper scegliere. Il consumatore si cimenta inoltre in quello che potremmo definire come processo di adattamento edonistico, che lo porta a trarre eguale soddisfazione dalla somma di piccoli piaceri, rispetto ad un piacere più grande.