Il consumatore celiaco, la sfida delle comunity online

Il consumatore celiaco, la sfida delle comunity online

Cercheremo di far capire, in questo breve post, quali sono le esigenze di chi, soffrendo di una condizione particolare, sia essa celiachia, o intolleranza, o sensibilità al glutine si trova costretto a compiere scelte forzate di consumo e quindi d’acquisto.
Bisogna innanzitutto sfatare il falso mito che il mercato di consumo dei prodotti del senza glutine sia popolato solo da quelli che, per semplificazione, chiameremo consumatori patologici.
Sono infatti consumatori di prodotti senza glutine i parenti di chi è costretto per motivi di salute a consumarli, ma anche altri soggetti che ritengono più salutari i prodotti gluten free, facendo dell’alimentazione senza glutine un vero e proprio stile di vita alimentare. Sono molti, ad esempio, gli atleti che seguono un’alimentazione senza glutine in quanto ritengono che aiuti a migliorare le performance agonistiche. Su tutti citiamo il caso del n.1 al mondo di tennis Novak Djokovic.
Il consumatore patologico si caratterizza per una forma continuativa di ipervigilanza legata alle scelte dell’alimentazione, che lo porta a leggere in maniera quasi religiosa l’etichetta e a sviluppare il processo d’acquisto con una maggiore lentezza, dettata appunto dalla necessità di approfondire le informazioni legate al prodotto.
Proprio per questo terrore di sbagliare, che aumenta se ad acquistare è la mamma di un bambino celiaco, il consumatore è ben disposto verso i prodotti di marca che vengono di fatto visti come alleati che gli consentono, anche attraverso un processo di semplificazione, di ridurre il rischio legato alla scelta.
Ogni prodotto scelto da una mamma di un bambino celiaco è sottoposto ad un vaglio così rigoroso che non trova pari in nessuna autrhority di controllo, che la porta a leggere e rileggere l’etichetta, il tutto nella costante mortificazione dettata dal pensiero, spesso erroneo, che il figlio non possa condurre una vita normale.
Appare evidente come chi voglia approcciare il mercato del senza glutine non possa fare a meno di considerare tali dinamiche non sottovalutando inoltre che, trattandosi di una comunità di consumo molto coesa caratterizzata da un grande senso di fratellanza, le community online acquistano di fatto un ruolo centrale nel processo di dialogo tra le aziende ed il consumatore senza glutine.
Di fatto nulla può essere più credibile di qualcosa scritto o commentato da chi condivide le stesse problematiche.
Prossimamente ci troveremo ad analizzare le problematiche di canalizzazione del prodotto senza glutine.
Per chi fosse inoltre interessato a ricevere gli atti del convegno Via dalla Spiga, preghiamo di contattare VMix. (www.vmix.it)